Sui sogni e dintorni.

Diceva il Dott. Freud che prima di tutto il sogno è il luogo della memoria, , di ciò che è rimosso; Fosshage ricordava l’importanza delle immagini manifeste del sogno, come immagini narrative, fondamentali per l’equilibrio psicologico poiché consentono di “comprendere” pur senza capire. Rogers considerava l’aspetto fenomenologico-esistenziale del sogno il quale andava accettato e attualizzato, ampliato nei significati esistenziali.

Per Mancia il sogno è un “pontifex”, ponte tra presente e passato, da unità all’inconscio e consente la storicizzazione di un’epoca sepolta nella memoria.

Siamo fatti di sogni! Siamo fatti di illusioni! Sappiamo chi siamo finchè possiamo dare un senso, una spiegazione ragionevole della nostra storia! Il nostro vero sogno è condividere: Si! la vera illusione umana è la possibilità di credere, di sognare che la realtà così come noi la percepiamo possa essere raccontata e compresa dall’altro. Ancora Fossage ricorda le “funzioni adattive del sogno, di crescita, riparative, di problem-solving, di ristrutturazione e riorganizzazione dei pensieri diurni allo scopo di favorire un migliore adattamento e funzionamento mentale..”

Durante tutto l’arco della nostra esistenza siamo in relazione con l’altro, con l’ambiente. Da quando siamo concepiti alla fine della nostra esistenza terrena, possiamo capire chi siamo verificando le nostre sensazioni, percezioni e convinzioni negli occhi degli altri, nei loro gesti; dalle sensazioni che si espandono nel nostro corpo e rimbalzano tra corpo e coscienza e sono la nostra unica verità tangibile.

Anche quando sogniamo, osserviamo e viviamo questa esperienza mettendo in relazione “oggetti” interni, parti di noi, ricordi di esperienze, di emozioni e sensazioni, di persone.. con le quali abbiamo potuto esprimere parti della nostra complessa personalità e vederci riflessi nelle azioni e reazioni dell’altro.

Sognare quindi implica ricordare e allo stesso tempo esprime il tentativo di integrare, assimilare, comprendere ciò che siamo stati per poter diventare finalmente ciò che siamo: solo così il nostro sogno può proiettarsi verso il futuro, ipotizzando chi saremo, come penseremo e sentiremo, e fin dove saremo capaci di imporci e realizzarci a pieno nella relazione tra noi e la realtà. Come affermato da Scilligo che intende i sogni come “una guida al futuro”.

Realtà e sogno si condizionano a vicenda, si influenzano, in una relazione circolare in cui è difficile davvero sapere quanto l’una inventa e condiziona l’altra: un sogno premonitore, un sogno ad occhi aperti, un incubo, un sogno ricorrente, un sogno incomprensibile, assurdo!

Siamo sempre noi, con i nostri meccanismi psicofisiologici, con i nostri schemi abitudinari, con le nostre preferenze e convinzioni, con il nostro “filtro”, il nostro personale modo di interpretare la nostra esistenza che scegliamo di seguire e ritornare con il pensiero verso certe immagini, volti, gesti ed emozioni che, nel sonno parlano, urlano, sussurrano, spaventano.. Liberi dalla censura della realtà normalmente condivisa, che per definizione ci porta a raggiungere un compromesso, a trovare un linguaggio condiviso e condivisibile: la realtà è inventata, momento per momento, inconsapevolmente. Il sogno è ciò che di questa esperienza ci rimane impressa nel corpo e nella mente e allo stesso tempo ci riporta ad essa, in un moto ostinato e saggio, fino al nuovo giorno.  

Dott.ssa Letizia Iannopollo

[i] Quaderni di psicologia A.T. e scienze umane n.43 – 2005 Dedicato ai sogni a cura di Susanna Ligabue