Definizione di Analisi Transazionale

L’Analisi Transazionale è una teoria psicologica e sociale caratterizzata da un contratto bilaterale di crescita e cambiamento. L’ AT ha una propria teoria ed una propria metodologia di intervento. – La teoria si occupa dei processi intrapsichici e di quelli interpersonali. Lo studio dei  processi intrapsichici fa riferimento ad una teoria della personalità basata sui concetti di “Stati dell’Io” e di “Copione”. Gli Stati dell’Io forniscono un quadro di come l’uomo è strutturato, il Copione invece descrive come i modelli attuali del comportamento umano si originano nell’infanzia. Nello studio dei processi interpersonali  l’Analisi Transazionale propone “L’ AT Propriamente Detta” e l’analisi dei “Giochi” allo scopo di individuare le modalità di relazione che gli individui mettono in atto tra loro e  presenta, inoltre, alcune regole che influenzano   la comunicazione. L’ AT offre una propria teoria psicopatologica per spiegare come l’uomo nella vita possa riproporre continuamente ed automaticamente delle strategie apprese nell’infanzia anche quando queste si rivelano autolesive o dolorose. – La metodologia di intervento dell’ AT fondata sulla contrattualità propone strategie in campo psicoterapeutico, educativo,  organizzativo e di consulenza psicologica (counseling).  Il suo scopo è il conseguimento da parte dell’individuo dell’autonomia che si manifesta con il recupero e l’uso della  consapevolezza, della spontaneità e dell’ intimità. Nel campo psicoterapeutico fornisce un modello di psicoterapia utilizzato nel trattamento dei disturbi psicologici di ogni tipo, dai problemi di natura nevrotica a quelli borderline e psicotici e propone un  setting di terapia individuale, di gruppo, di coppia e familiare.

 

Il sistema teorico e di terapia dell’AT è caratterizzato da quattro aree distinte: – L’Analisi strutturale che studia come l’uomo è strutturato dal punto di vista psicologico. A tal fine utilizza il modello degli Stati dell’Io Genitore, Adulto e Bambino (G, A, B) che permette di comprendere la personalità dell’individuo ed i suoi comportamenti. – L’Analisi delle transazioni (detta anche Analisi Transazionale “propriamente detta” o “in senso stretto”) che studia come individuare e rappresentare, mediante appositi diagrammi, le transazioni cioè gli scambi comunicativi tra le persone per cogliere le possibili relazioni che queste instaurano tra loro. Attraverso l’analisi delle transazioni una persona può scoprire come si mette in comunicazione con gli altri, verificare se ci sono dei problemi e scegliere cosa vuole modificare. – L’Analisi dei giochi che studia i blocchi che possono emergere nell’interazione tra due persone e che possono avere conseguenze anche drammatiche. Una persona attraverso l’analisi dei giochi può scoprire come, inconsapevolmente, utilizza strategie indirette per ottenere ciò che desidera. – L’Analisi del copione che studia cosa accade nel piano di vita delle persone e analizza come la loro vita presente e la possibile vita futura sia influenzata dalla loro storia passata. Una persona può scoprire come alcune decisioni o atteggiamenti appresi nel passato influenzano la sua vita attuale, potranno influenzare anche il suo futuro e può, se vuole, decidere di cambiarli.

Assunti Filosofici

L’ AT si situa, prevalentemente, nella corrente filosofica umanistico-esistenziale (alcuni esponenti di questa corrente sono: Maslow, Rogers, Perls, Allport ecc….) anche se al suo interno integra la tradizione teorica della teoria delle Relazioni Oggettuali in campo psicoanalitico.

Gli assunti filosofici su cui si fonda sono: a) Ogni persona è OK (va bene così com’è): le persone sono uguali tra loro ed ognuna ha valore in quanto persona, indipendentemente dalla sua razza e dal suo contesto socio culturale.    Con ciò si afferma l’uguaglianza tra gli esseri umani e l’accettazione incondizionata della persona per quello che è nella sua essenza. Si può non accettare la persona per quello che fa, ma ciò non ne esclude l’ accettazione per quello che è. La posizione esistenziale che è alla base del rapporto tra gli individui è: “Io vado bene-Tu vai bene” (“Io sono ok-Tu sei ok”). b) Ogni persona ha la capacità di pensare e di autodeterminarsi ad eccezione di chi ha subito gravi danni cerebrali. Ciò significa che ognuno può decidere che cosa fare della propria vita ed ha la capacità di crescere ed imparare qualunque esperienza abbia avuto anche negativa (crf. Logoterapia di Frankl), ognuno vivrà portandosi dietro le conseguenze di ciò che ha deciso. c) Le decisioni prese possono essere modificate. Ciò significa che la persona prende delle decisioni e ne è responsabile, ed è anche responsabile di cambiarle quando non sono più funzionali. Le decisioni dipendono anche dal momento evolutivo che la persona vive e, per quanto possano essere limitate, sono le migliori che la persona possa prendere in un dato momento perché ne permettono la sopravvivenza. In seguito diventa importante cambiarle, quando in momenti diversi, la persona si rende consapevole di quanto siano limitanti nella sua vita attuale.

Sulla base di questi assunti filosofici la pratica dell’ AT è caratterizzata da:  a) Un uso chiaro, semplice e sintetico del linguaggio che privilegia l’esplicitazione dei concetti e dei processi che intervengono nell’individuo e nelle relazioni tra individui, facilita la comunicazione e favorisce una relazione paritaria. b)  Un approccio contrassegnato dalla contrattualità: la relazione terapeutica è vista come un accordo tra persone adulte che hanno una responsabilità congiunta nel lavorare per raggiungere gli obiettivi definiti attraverso il “Contratto” in modo chiaro e specifico. Ciò fa riferimento ai principi della relazione paritaria, della capacità dell’individuo di autodeterminarsi e di modificare se necessario le decisioni prese. c) Un approccio di tipo pragmatico: alla comprensione dei propri modi di agire segue una messa in pratica delle scoperte fatte; questo fa riferimento alla capacità delle persone di agire e mettere in atto il cambiamento, al potere che la persona ha di cambiare.

Uno dei punti fondamentali della pratica in AT è l’uso del contratto. Berne (1966) definì il contratto come: “Un esplicito impegno bilaterale per un ben definito corso di azione”. Ciò significa che la terapia è guidata da un accordo stipulato tra terapeuta e paziente che ha lo scopo di delineare le mete, le tappe e le condizioni della terapia.

Steiner (1974) sostiene che un contratto terapeutico può essere ritenuto valido quando rispetta i quattro criteri di validità da lui definiti: – Mutuo consenso: il terapeuta e il paziente stabiliscono volontariamente l’accordo. – Remunerazione valida: ciascun partner mette qualcosa di valido nel rapporto e quindi per entrambi i contraenti il rapporto deve essere remunerativo e non di sfruttamento. Per il terapeuta ciò implica che si impegnerà mettendo in atto la sua competenza per stimolare il paziente a conseguire le mete terapeutiche e per il paziente implica il pagamento di un onorario.

Aree di applicazione    Clinica,  Educativa, Organizzativa, Counseling , (Altre)

Berne considerò l’ AT una teoria dell’azione sociale e un metodo di lavoro con i gruppi, l’ AT può infatti incrementare l’efficacia di quasi tutte le imprese umane nelle quali delle persone sono in interazione tra loro. Per questo motivo la sua metologia viene applicata oltre che nel campo clinico anche nel campo educativo, organizzativo e di counseling anche se con delle differenze soprattutto per quanto riguarda alcune tecniche e alcune caratteristiche specifiche.

Riferimenti bibliografici:

Introduzione all’Analisi Transazionale: “Il modello 101”  (parte I) in Psicologia Psicoterapia e Salute, Vol. 5, No. 1, 34 – 69

Raffaele Mastromarino, TSTA Mara Scoliere, PTSTA