Progetti e Percorsi

Settembre 2019

Progetto teatralità con emozioni

Il progetto vuole consentire ai bambini dai 6 ai 10 anni di fare un percorso di 10 incontri in cui potersi confrontare, familiarizzare e cominciare ad esprimere le emozioni, proprie e osservate negli altri, attraverso un’esperienza di gruppo che utilizza la metodologia espressiva teatrale.

Questo vuol dire che le emozioni saranno il fulcro della nostra attenzione, ma ciò avverrà con una modalità esperienziale creativa, ludica guidata dall’adulto che attraverso una presenza delicata, educativa e consapevole, utilizzando un approccio che parte dall’esperienza psicomotoria e quindi psicocorporea e sensoriale, consentirà al bambino di fare un viaggio nel quale sarà lui stesso ed il gruppo dei pari a dare forma agli stimoli proposti: ogni emozione verrà di volta in volta identificata e compresa attraverso una breve descrizione dell’operatore, a questa immagine verbale verrà associata una forma e una storia, co-costruita dal singolo bambino insieme al gruppo. Ogni bambino potrà costruire la sua storia, teatralizzarla come regista facendola interagire con la propria realtà interna ed esterna.

Obiettivo degli Operatori

Le emozioni autentiche: paura, rabbia, gioia, tristezza sono le emozioni di base senza censura e manipolazioni che ci permettono di essere realmente nel qui ed ora! Si mischiano come ingredienti creando combinazioni sempre uniche e diverse in ogni individuo. L’espressione dell’emozione appropriata consente di stare realmente bene!

Vogliamo quindi risalire alla fonte, identificare e sentire le emozioni autentiche per acquisire la competenza emotiva.
Cosa vogliono dire per me o per il mio bambino gioia, rabbia, tristezza e paura?

Indicazione operativa: ascoltare e parlare con il corpo, cuore e testa, nutrire la gioia del momento, della relazione che stiamo vivendo con i bambini. Non badiamo al risultato.

  1. Identificazione dell’emozione
  2. Denominazione dell’emozione
  3. Riconoscimento della emozione dal tono di voce, mimica,
    linguaggio del corpo,
  4. Capire le situazioni e le reazioni che producono gli stati emotivi.

Informazioni

Corso previsto per 6-8 bambini
10 incontri da 1.30 h
2 operatori

Modulo 1- 4: uno per ogni emozione: gioia, tristezza, paura, rabbia.

 Per potersi approcciare ad ogni emozione, prima:

  • Ogni bambino descriverà su un foglio la propria idea, immagine o vissuto che quella specifica emozione gli evoca.
  • L’operatore poi proporrà delle scene di vita quotidiana, semplici e facilmente comprensibili e narrabili, chiedendo al bambino di immaginare come quella emozione vivrebbe quella determinata situazione.
  • Infine chi lo desidera potrà mostrarlo al gruppo, tramite teatralizzazione: questa fase è sempre volontaria e solo chi lo desidera mostrerà la propria esperienza in quel momento. Se nessun bambino vorrà farlo saranno gli adulti a mettere in scena il proprio personale vissuto consentendo al gruppo dei bambini di vedere una scena del lavoro fatto.

Modulo 5: si fa il punto della situazione, cosa abbiamo fatto, cosa abbiamo capito, cosa vogliamo chiedere o capire o fare in più. Si organizza in pratica la teatralizzazione delle scene scelte da ogni bambino: ognuno potrà scegliere l’emozione e la scena preferita.

Esperienza teatrale : ogni bambino sarà il regista della propria scena/esperienza emotiva; gli altri bambini metteranno in scena la sua esperienza, seguendo le sue indicazioni e cercando di rispettarne i desideri e aspettative. Questa fase richiederà altri 4 incontri, per consentire di pensare, spiegare, guidare e verificare che l’espressione teatrale corrisponda a quanto immaginato e desiderato. Questo per ogni bambino che desideri farlo. Chi non vorrà o non riuscirà a farlo, potrà osservare, recitare, aiutare il gruppo: ogni scelta del bambino e ogni azione sarà utile e preziosa per ogni bambino, con l’obbiettivo di vivere nel modo migliore questa prima esperienza di avvicinamento alle emozioni e al loro significato.

Materiali utilizzati: fogli A4, A3, colori e matite di ogni tipo, foto, ritagli di giornali, stoffe, articoli di arte grafica come paillettes, brillantini, stoffe, maschere, ecc. ecc.

Svolgimento della prima serata

Saluti ai bambini: Raccontiamo una storia

Oggi siamo qui per iniziare una serie di incontri in cui vi racconteremo la storia delle emozioni:
vi leggeremo una piccola storia, ogni incontro diverse esperienze che tutti facciamo ogni giorno e dedicheremo un incontro per ognuna di queste.

Poi chiederemo a voi bambini di immaginare e descrivere come voi l’avete vissuta o come ve la ricordate: potete farlo con un disegno, collage, oggetti e colori. Insieme immagineremo come quella emozione ha vissuto la piccola storia che abbiamo scelto.  

Quando avrete finito, le metteremo tutte insieme sul tappeto e le guarderemo, e se vorrete ce le racconterete, altrimenti potremo ammirarle e basta.

Iniziamo con l’esperienza della gioia: cos’è la gioia?

Seduti in cerchio, scriviamo la parola gioia al centro del gruppo e invitiamo i bambini ad immaginare ed esprimere la gioia:

Fase 1: Gioco espressivo

  • Fai una smorfia, espressione facciale (facciamola),
    espressione mimica-gestuale
  • Che suono ha?
  • Che colore ha?
  • Che odore ha?

Fase 2: Espressione grafica

  • Scrivi la parola GIOIA su un foglio, al centro, fare partire dei raggi e scrivere vicino ad ogni raggio una parola che hanno a che fare con la gioia
  • Per ogni parola fare un disegno o ritagliare e incollare una immagine.
  • Alla fine dai un nome alla tua creazione

Fase 3: Espressione narrativa

  • Inventa una storia, collega le immagini, i colori, le parole, tra di loro o inventa un’altra storia.
  • Scrivi o disegna un ricordo personale di un momento di gioia

Fase 4: Espressione motoria (sfogo e rilassamento)

  • Ci alziamo e danziamo la gioia, in modo libero e spontaneo, da soli o con un compagno o con adulto.
    Possiamo cantare, ridere, dire ciò che per noi rappresenta la gioia.

Dettagli per operatori

Disegnare un’immagine di una emozione con forme e colori inventati: scegliere la forma, dimensione colore, materiali.
Si può modificare a piacimento il prodotto per vedere l’emozione fuori di sé, rendersi conto dell’emozione che suscita, associare l’immagine a situazioni conosciute, vissute o immaginate.

Racconta la tua storia, parole, un ricordo, una storia, un fumetto, in cui hai provato gioia: con il disegno, con i colori, foglietti: ricordati delle immagini, espressione del viso, la posizione del corpo,i suoni, espressioni di gioia, canti, risate,i colori, che colore ha la gioia, sfumature, dettagli.

Messaggio per i Genitori

Gentili genitori, desideriamo salutarvi e ringraziarvi per aver permesso ai vostri bambini di fare l’esperienza da noi proposta, il teatro delle emozioni!!

Ciò che desideravamo fare era dedicare un luogo, uno spazio ed un tempo, in cui ogni bambino potesse avere il permesso di esprimere sé stesso, consentendogli di fare l’incontro e familiarizzare con una parte dell’esperienza fondamentale come quella emotiva.

Purtroppo l’espressione libera, leggera e consapevole delle proprie emozioni non è sempre facilitata e permessa nei vari contesti educativi in cui i nostri bambini passano la maggior parte del loro tempo e questo sta portando alla necessità per i piccoli di sperimentarsi spesso in modo veloce e senza la possibilità di avere una guida adulta che faccia da specchio e mezzo per comprendere le emozioni e comprendere se stessi, riuscendo a costruire e integrare, nel complesso percorso di crescita, tutta la propria esperienza in una identità unica e coerente. Manca spesso anche una guida amorevole e capace di contenere anche quei momenti in cui le emozioni non sono piacevoli, ma proprio per questo sono un aspetto fondamentale della maturazione psicologica, emotiva e relazionale di ogni persona, grande o piccola.

Con il nostro percorso di espressione delle emozioni in forma teatrale, abbiamo desiderato insegnare ai bambini che le emozioni si possono sentire ed esprimere, normalizzandole e insegnando anche a comunicarle sia al gruppo dei pari che agli adulti che li hanno guidati.

In questi incontri abbiamo potuto osservare l’evoluzione dei bambini che sono passati da una prima fase in cui c’era una espressione timorosa e confusa, poco sicura, dei propri sentimenti, fino al riuscire a nutrire fiducia, attraverso una relazione e una guida sicura e rassicurante, fiducia di ciò che essi hanno provato e nella possibilità di dire agli altri il proprio pensiero su quanto sperimentato.

L’esperienza positiva che sentirsi arrabbiato, impaurito, felice o triste, è possibile, che si può comunicare e capire, insieme, ciò che ci accade, viene definito un “permesso”: senza i permessi il percorso di sviluppo e possiamo dire, anche la ricerca della felicità è molto più complicato e faticoso, per cui vi salutiamo invitandovi a ricordare che:

“ogni bambino/a è un principe o una principessa che ha bisogno dei permessi dei suoi genitori, il re e la regina, per sentirsi sicuro che ciò che prova è vero e va bene così come è! Concedete ai vostri figli il permesso di esistere ed essere esattamente come sono, basta uno sguardo, un sorriso, una carezza, e ogni bambino sarà felice di vivere l’avventura che l’aspetta, con fiducia che qualsiasi cosa accada potrà tornare da voi per trovare conforto e rassicurazione… per poi ripartire e vivere!

Grazie a tutti coloro che hanno condiviso con noi questa bella esperienza.

 

Dott.ssa Letizia Iannopollo

 

Sportello settimanale di ascolto, sostegno e orientamento per famiglie e bambini e adolescenti.

Obiettivi

Offrire un servizio di ascolto, supporto psico-educativo e di orientamento per famiglie, genitori e figli, al fine di entrare in contatto e cogliere i bisogni, domande e difficoltà di ogni persona all’interno della famiglia.

Colloqui a prezzo agevolato per minori e famiglie.
Per appuntamenti telefonare al 334 16 73 34

  1. I genitori che desiderano avere risposte in merito a:
    – dubbi, paure, perplessità, inerenti alla genitorialità ed al rapporto genitori-figli.
    – modalità comunicative e relazionali più adatte in relazione alle situazioni in oggetto.
    – ogni più svariata domanda che un genitore possa avere voglia di condividere e su cui vuole riflettere.
  2. Mamme e papà in periodo di post-partum, sia in forma di punto di ascolto come prevenzione, con la possibilità di effettuare dei colloqui per fornire un sostegno a:
    – donne che hanno manifestato difficoltà psicologiche in seguito al parto o difficoltà di gestione pratica e affettivo-relazionale, con il coniuge o il bambino in seguito al parto.
    – papà che vogliono capire e avere strategie per affrontare la nuova genitorialità con competenza, affetto, autorevolezza.
  3. Genitori che esprimono il bisogno di comprendere ed elaborare la ferita che rappresenta la presenza di un figlio con difficoltà o disabilità, emotive, scolastiche o genetiche, al fine di poter offrire un supporto per i genitori stessi o il figlio e definire insieme delle strategie di gestione delle difficoltà emerse e raggiungere una qualità di vita, emotiva, lavorative, relazionale, soddisfacente e che consenta di sperare e progettare un futuro per il proprio figlio caratterizzato dalla presenza di risorse sia intra familiari che nel territorio sociale in cui essi sono inseriti.
  4. Stranieri, soprattutto donne e minori, appartenenti a famiglie domiciliate sul territorio di Bassano del Grappa e comuni limitrofi. Persone che mancano di una adeguata rete di supporto sociale e si trovano in situazioni di disagio di varia natura.
  5. Donne e minori italiane, appartenenti a ceti medio bassi o che hanno difficoltà ad esprimere o richiedere un supporto per ragioni di cultura o perché appartenenti a famiglie con disagio sociale, culturalmente svantaggiati.
  6. Adolescenti, al fine di fornire uno spazio in cui:
    – Conoscere e comprendere le emozioni e come gestirle e comunicarle in modo consapevole ed assertivo (proattivo e non reattivo) in relazione con gli altri.
    – incontrarsi e condividere situazioni di difficoltà.
    – ascoltarsi, conoscersi e imparare ad amare se stessi e nutrire la propria autostima.
    – portare domande relative ai bisogni di crescita, socializzazione, per situazioni di bullismo o dipendenza da alcol/droghe.
    – dare riferimenti per progettare un adeguato percorso di formazione per un inserimento nel tessuto lavorativo locale
    – fungere da primo contatto per orientarsi nella soluzione di problematiche urgenti o gravi, per le quali fornire modalità adeguate di problem solving e bilancio delle proprie risorse e competenze.

Pillole di mindfulness.

Gli incontri di pillole di mindfullness” hanno lo scopo di dare la possibilità di dedicare 1 ora e mezza ad una esperienza di meditazione consapevole*.

La mente come i muscoli del corpo va allenata, va risvegliata per apprendere a vivere l’esperienza in modo completamente diverso da come siamo normalmente abituati a fare: per semplicità ed economia di risorse siamo portati a seguire “schemi abitudinari inconsapevoli” sia cognitivi che emotivi che poi diventano riconoscibili in atteggiamenti muscoloscheletrici, cioè posturali, che assumiamo con gli anni e che ci sembrano naturali, ma che in realtà esprimono il nostro modo di adattarci alla realtà di tutti i giorni, ai ritmi di lavoro e studio, allo  stress, traumi, paure, ecc.

Ci ritroviamo così a camminare nel mondo e ad approcciarci agli altri con modalità mentali, emotive e corporee che ci sembrano le sole che possiamo avere, ma che in realtà sono il risultato di tutte le nostre esperienze e del “modo migliore in cui noi riusciamo a far fronte a ciò che la vita ci richiede”.   

È un risultato ottimale, ma logorante, soprattutto se non corrisponde ai nostri desideri e bisogni.

Con la mindfulness*, possiamo allenarci ad accorgerci di tutto ciò: come sto? Come respiro, come vivo e comunico le mie emozioni? Quali sono i pensieri che in automatico affollano a mia mente e come fare per “calmare la mente”? Come sviluppare un atteggiamento consapevole “compassionevole” verso noi stessi prima di tutto e di conseguenza verso gli altri? Cosa vuol dire Compassionevole e qual è il valore aggiunto che può dare alla nostra vita e a quella di chi amiamo?

Gli incontri si tengono una volta a settimana, in gruppi di 8-10 persone, in un ambiente informale, rilassante, con abbigliamento comodo, su tappetino o sedia (se si hanno problemi di articolazioni), con una copertina e la possibilità di bere una tisana calda.

L’esperto vi guiderà in un’ora di meditazione guidata, con un tema che verrà spiegato e facilitato di volta in volta; non è richiesto fare o esporsi al gruppo: basta esserci e godersi questa esperienza che vuole essere un permesso per sé stessi di ritrovare, per un momento, uno stato mentale e fisico di calma e consapevolezza. Fare una pausa e consentirsi di percepire lo scorrere del tempo presente: leggero e libero dai ricordi del passato e dalle preoccupazioni per il futuro.

Allenarsi alla mindifulness può aiutare la mente a sviluppare una capacità che ha già potenzialmente ma che non viene usata. È una possibilità, una opportunità. Concediamocela.

Cos’è la Mindfulness?

  • È presenza mentale, che implica il fare attenzione a ciò che succede nell’esperienza presente con atteggiamento di apertura e di accettazione non giudicante, coinvolgendo tutti i sensi, aprendoci all’esperienza nel suo complesso, consapevoli del Corpo, emozioni, pensieri, ambiente esterno.
  • È uno stato di presenza naturale e intuitivo, vitale e di connessione con noi stessi, gli altri e ciò che ci circonda.
  • La presenza mentale ha delle qualità, possiamo entrare in contatto con la sensazione di luminosità, chiarezza, giocosità, creatività pace interiore.
  • La Presenza mentale consiste nell’essere presenti nella vita, restando curiosi, accogliendo tutte le esperienze e cambiando la relazione che abbiamo con la sofferenza.

Rob Nairn afferma: mindfulness è sapere cosa accade, mentre accade, senza preferenze.
Questo  tipo di consapevolezza genera una consapevolezza più grande, chiarezza e accettazione della realtà presente. È girarsi verso la vita, risvegliandosi al fatto che la vita si svela momento per momento (Jon Kabat-Zinn).

  • Un percorso mindfulness ha lo scopo di aiutarci a sviluppare una profonda esperienza personale di presenza mentale al fine di applicare, se lo si desidera, la consapevolezza anche nella vita quotidiana e nel lavoro.
  • L’atteggiamento più utile per farlo è immergersi nell’esperienza al meglio delle tue possibilità: questo significa un atteggiamento curioso, sospendendo il giudizio e obbiettivi su come applicare questa pratica o che possa o meno funzionare per te.
  • Puoi lavorare tranquillamente rispettando i tuoi limiti, lasciando da parte gli esercizi in cui non ti senti al sicuro. Puoi muoverti in modo consapevole restando in contatto con le necessità del tuo corpo momento per momento.

La mente fa esperienza di diversi ambiti di realtà, non è solo pensieri. Ampliandone l’esperienza, possiamo renderci consapevoli di quattro ambiti di realtà che esistono simultaneamente:

  • il corpo, con sensazioni diverse (piacere/dispiacere, dolore, piacere, ecc.)
  • esperienze sensoriali (olfatto, vista, ecc.)
  • emozioni (stati mentali, emotivi, sentimenti)
  • pensieri (ricordi, progetti, immagini, ecc.)

È importante non pensare al corpo o altre esperienze, ma sperimentarli così come sono ora: mindfulness non è pensare ad una esperienza ma viverla con tutti i sensi, senza pregiudizi e preferenze: es dovrebbe essere così o no.